CITIES si presenta come un magazine corposo ed elegante nell'aspetto, di comode dimensioni per la lettura e offre non solo una piacevole sensazione alla vista per le dimensioni delle immagini e l'ottima resa di stampa dei colori ma anche al tatto, aspetto, quest'ultimo, che invita ad accarezzare letteralmente le pagine coinvolgendo a tutto tondo il lettore. La sua caratteristica principale è la capacità di sorprendere per la freschezza delle novità circa i nuovi sguardi sull'affascinante mondo della Street Photography.
Il #014 del magazine si apre con un'ampia introduzione sui lavori pubblicati, a cura di Attilio Lauria che, spaziando abilmente tra i vari argomenti trattati, stuzzica i lettori q.b., generando un'aspettativa di lettura benefica, unica cura per soddisfare le curiosità accese.
Punto di forza dell'interessante rivista è senza dubbio una sobria quanto lucidissima presentazione delle opere, a cura di Sonia Pampuri, che impreziosisce letteralmente ogni lavoro, suggerendo chiavi di lettura che aprono lo sguardo.
CITIES è una finestra di respiro internazionale davvero interessante sulle nuove visioni della Street Photography e non solo. Nata da un’intuizione di Angelo Cucchetto e con la promozione di ISP – Italian Street Photography – il magazine è coadiuvato da un ottimo gruppo di lavoro e sono sicuro che ci farà vedere ancora delle belle (pubblicazioni).
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LIFE IS A BEACH è il primo portfolio che apre al contenuto vero e proprio di questo numero. L'autore, Nana Kofi Acquah, in una serie di immagini catturate in vari momenti della giornata mostra i vari aspetti della vita in una spiaggia del Ghana, di giovani e non solo. Gioia, giochi, serenità, relax, divertimento, voglia di vivere: tutti ingredienti inattesi che finiscono per capovolgere stereotipi e luoghi comuni che vedono tutta l'Africa come un luogo da cui fuggire ad ogni costo. Piacevolmente spiazzante nella sua novità.
NAPOLISM, di Francesca Chiacchio, apre una finestra sulla napoletanità, ossia sull'arte di vivere la quotidianità con la stessa naturalezza di un attore in una commedia teatrale di Edoardo De Filippo. È un qualcosa che non si studia, non s'impara, non si compra e non si plasma con le mani ma che scorre nelle vene di tutti i napoletani doc, grandi e piccini. Una napoletanità mostrata da uno sguardo femminile fresco e dinamico, dove i volti, il colore e la spontaneità sono i pilastri portanti di questo lavoro.
In HOMETOWN di Cosmin Gârlesteanu viene presentata una visione non scontata della sua città natale, Bucarest. Sono i dettagli di strada destinati a scomparire nelle pieghe del tempo a diventare il corpus principale del suo portfolio. Con spirito da autentico street photographer gioca con naturalezza tra analogie, similitudini, ossimori, grafismi di luci ed ombre, simpatiche coincidenze e buffe situazioni: impossibile non sorridere e lasciarsi andare al buonumore.
In MIAMI BEACH, Hans Van Leeuwen evoca, per i diversamente giovani di oggi, il mito del sogno americano fatto di auto di lusso e spiagge multietniche dove lo sfoggio dei corpi e delle bellezze mozzafiato era un cult. Un b/n che racconta momenti della vita quotidiana in spiaggia e che invita a scavare nella apparente serenità di una giornata qualunque, per indagare negli sguardi e negli atteggiamenti e magari intuire che anche nel mito della grande Miami non è tutto oro quello che luccica.
OAXACA'S MUXE di Carlo Bevilacqua. È un lavoro che ci parla di come, quello che da tutti viene considerato una diversità di genere, nello stato di Oaxaca in Mexico, è considerata una condizione normale al pari dell’essere uomini o donne. Si tratta dei Muxe, uomini che conducono in tutto e per tutto una vita da donne e questa condizione, non solo è considerata del tutto naturale ma è addirittura considerata una fortuna dalla sua famiglia. Una coloratissima e garbata serie di ritratti dei Muxe dove l'eccezionalità sta nell'aver rappresentato la normalità.
In TOGETHER, Efi Longinou ci mostra delle immagini catturate con spirito da puro street photographer ma che per le sue inquadrature ha un non so che di teatrale. Forse perché è proprio quello il mondo da cui proviene e che continua a vedere ovunque anche quando è al di fuori. "Insieme" è un inno all'umanità o meglio, al concetto di rapporto tra individui e pertanto esteso agli animali e all'empatia tra il genere umano e quello animale. Gradevolissime immagini su cui riflettere per scoprire forse che percorrere un tratto della propria vita "insieme" a qualcuno equivale a "prendersi cura a vicenda".
TARANTO MUST NOT DIE di Maria Pansini è un lavoro molto sentito, con un b/n deciso che coinvolge e nello stesso tempo turba l'animo di chi lo ammira. Immagini potenti di una città che non vuole morire, di luoghi violati e di gente che vuole reagire. A colpire sono rimandi di sguardi, nuvole di veleno, grida di rabbia: pennellate fotografiche che danno vita ad una tela che racconta una storia amara fatta di lotte, di morti, di preghiere e di speranze. Un'opera intensa che scuote le coscienze e lascia senza fiato.
SMART VISION di Luigi Cipriano, è una gradevolissima serie di dittici ognuno dei quali riproduce una scena reale, in pieno stile S.P. e la sua analoga, ricreata digitalmente dall'AI. Quella dell'autore è un'operazione tanto ben curata quanto efficace che, se da un lato ci incuriosisce e ci diverte per come la stessa scena, mostrata in una fotografia viene rielaborata da un algoritmo, dall'altra ci fionda letteralmente all'origine del concetto stesso di fotografia. Un'operazione, questa, che genera domande ma non ha alcuna pretesa di dare risposte.
In DESDE LAS ESQUINAS, Vittorio D'Onofri ci mostra una corposa serie di immagini realizzate con una macchina fotografica munita di foro stenopeico. Grazie a questa tecnica, la sensazione di essere così vicini al reale è così forte da considerare ogni foto come un piccolo miracolo, quello originale.
BROKEN MIRROR, di Filippo Venturi, chiude la ricca raccolta di lavori di questo magazine con un portfolio, interamente basato sull’uso del’AI, che definire scioccante è riduttivo.